Storia di Baiardo

Al nord della Liguria, al confine francese, a soli 45 minuti da Monte Carlo, c’è un piccolo villaggio di montagna chiamato Baiardo (Bajardo) che ha visto il meglio e il peggio degli ultimi 2000 anni. Il centro storico esiste fin dal I millennio a.C. Prima che i romani venissero a colonizzarlo, la cima della montagna servì come un sacrario ai Druidi. Nel VII-VI secolo a.C. l’ area era popolata da Celti e Liguri, uniti da economia e religione. In seguito si aggiunsero Greci e Iberici che introdussero la coltivazione dell’ulivo e della vite. I Romani incontrarono le varie popolazioni del luogo nel III secolo a.C. e trasformarono lo scrigno druidico in una fortezza, dove ancora oggi è parzialmente visibile. Alcune delle vecchie colonne di pietra sono sopravvissute negli anni e possono ancora essere viste.
I Marchesi dei Calavesana, intorno al XIII secolo erano i possessori di Baiardo (Bajardo), ma le continue pressioni dei genovesi fecero in modo che i Marchesi cedessero i possedimenti al governo della Repubblica che li acquisto ufficialmente con un atto stilato a Genova il 24 novembre del 1259. Da quel momento Baiardo avrebbe seguito le sorti politiche della Repubblica sotto la giurisdizione della Podesteria di Triora.
colonna_entrata_chiesa Nel 1887 molti coltivatori si raggrupparono, sotto gli archi della chiesa (edificata sulle vestigia di un antico tempio pagano sacro al dio Abelio), per celebrare il venerdi santo, prima di andare a lavorare i loro piccoli campi costruiti a terrazze. Il 27 febbraio ci fu un terribile terremoto in seguito al quale il tetto della chiesa crollo e morirono molte persone. La popolazione drasticamente si dimezzo, la maggior parte degli abitanti del villaggio abbandonò le case in cima per sistemarsi giù per il pendio, dove ora troviamo il centro di Baiardo.
Molte delle case in cima divennero una rovina totale, ma solo una di loro ad ovest della chiesa, sull'orlo del pendio costruito a terrazze fu risparmiata e quindi comprata negli anni trenta da una famiglia di musicisti. Una speranza per la rinascita del borgo che dopo cinquant’anni ancora non si era ripreso. Con la Seconda Guerra mondiale cambiò di nuovo tutto. I musicisti abbandonarono il borgo ed esso divenne il baluardo della resistenza partigiana e dove avvenne una battaglia durissima. Lotta Partigiana nella Provincia di Imperia " L'epopea dell'Esercito scalzo".